mercoledì 30 aprile 2014

TC21 di Peppe Murro


Si sdraiò, mettendosi comodo, appoggiò bene la testa ed aprì il libro di Zamiatin: …tra 120 giorni sarà portata a termine la costruzione dell’Integrale. È vicina la grande ora storica in cui il primo Integrale si lancerà nello spazio dei mondi…
Si fermò un attimo, come inseguito da un pensiero: scrivere di fantascienza, fantasia applicata alla scienza, o viceversa… che stupidata, pensò, non esistono libri di fantascienza; si può scrivere di mondi lontani o dei soprammobili di una stanza, di guerre e di litigi fra innamorati, ma la cosa che importa è scrivere, dare corpo a ciò che hai nell’anima. Certo, chi scrive lo può fare per vanità o per mania o per urgenze interiori, ma soprattutto per comunicare. È questo il vero bisogno, avere non ascoltatori o lettori, ma compagnia. Forse per non sentirsi soli.
E magari, pensò ancora, in questo modo soltanto, trasformando pensieri ed emozioni in parole e segni si attua il miracolo di ritrovarli rimasticati in altri pensieri, da qualche altra parte del tutto. Si illuminò: è questo il vero scarto quantistico, o forse così procede Dio, o chi per lui, a rinnovare la creazione. Sì, far nascere un pensiero od emozione da un altro pensiero, forse questa è la vera dimensione quantistica dell’universo, o la cifra segreta di Dio.
Non ebbe neppure il tempo di complimentarsi da sé per tali considerazioni che udì una specie di clic ed in quell’istante TC21 fu colto da una nuova meraviglia, intuì di aver colto qualcosa di misterioso, la dissoluzione di ogni continuo spazio-temporale e di colpo sentì le sue giunture idrocarboniche sciogliersi e vide galassie, e civiltà, e procarioti primordiali e musica, mentre i suoi processori fondevano in un grumo nero e tormentato, misterioso e profondo come i sentimenti.
Allora capì il mistero intricato delle cose, intuì le infinite porte dell’infinito e la dimensione aperta del disordine, capì la gioia e il dolore, capì di avere un’anima.
I suoi processori si dissolvevano in un pianto di allegria… era diventato un uomo.

3 commenti:

  1. Bel racconto di fantascienza: intenso, suggestivo...

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  2. Racconto breve e denso di significati. In poche righe, con abilità, si struttura un testo che contiene, oltre alla vicenda sorprendente, anche una riflessione sulla scrittura e... perché no? sulla fantascienza. Piacevole da legge, scritto bene!

    Giuseppe Novellino

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  3. Racconto interessante.
    G.S.

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