sabato 29 agosto 2015

PRIGIONIA di Paolo Secondini, Adriana Alarco, Peppe Murro

Cerco di capire la mia situazione. Mi guardo intorno: lo faccio da sempre, si può dire. Da quando sono stata rinchiusa in questo spazio angusto, delimitato da confini insormontabili. Chi mi ha messo qui dentro è stato crudele. Non si è preoccupato di chiedermi se ero felice di starci.  Tuttavia, ciò che ora mi importa è come fuggire da questa prigione. Non è facile… Sono una figura di donna dipinta a olio in una tela di cinquanta centimetri per settanta.
 Quando la luce bianca ha illuminato la mia prigione dentro la cornice, ha incominciato a svolazzare la mia veste celeste.  Potrò muovere un braccio? Potrò chiudere un occhio?  Mi faccio forza ed ecco che la mia scarpina di colore blu si muove verso il mobile qui sotto nella stanza dove sono appesa! Spero che non passi quella nuvola nera davanti alla luna in questo momento…  Oh, pennelli e colori! Lasciatemi, voglio uscire!
Chi mi ha dipinto, forse, non è stato crudele: credeva di potere, per amore, evitarmi la rovina del tempo chiudendomi in questi colori, in questa vittoriosa eterna giovinezza. Mi voleva per sempre come ero nei suoi sogni. Sbagliava. Io volevo solo essere viva !


1 commento:

  1. Visionario e claustrofobico. Bello!

    Giuseppe Novellino

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