giovedì 4 giugno 2015

Asterione Di Peppe Murro



"Tutto si ripete infinite volte, solo due cose sono uniche, in alto l'intricato sole, in basso Asterione".

Ripeteva a se stesso che forse era bello essere unici  in un mondo che si rivoltava attorno a se stesso sempre uguale, ma come in un vortice si sentì  trasportato nell'infinito ripetersi di cose e situazioni.
Si sentì perduto.
 Capì l'orrore di essere senza centro, l'amaro fiele della ripetizione senza identità.
Fu allora che Asterione corse felice verso la spada che lo avrebbe salvato.
 Senza difese, senza rimpianto.
 Forse non sarebbe finita la sua storia di mostro semiumano, ma sarebbe certamente finita la sua solitudine.
E per la prima volta sorrise in uno sbocco vermiglio di sangue alla luce del sole.

"...sai?, disse Teseo,...il Minotauro quasi non s'è difeso..."   

1 commento:

  1. Ben descritta la desolazione dell'unico essere... Complimenti.

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